Recensione ‘L’infermiera’

di Liz Lawler – edito Newton Compton Editori

TITOLO: L’infermiera

AUTORE: Liz Lawler

CASA EDITRICE: Newton Compton 

GENERE: Giallo/Thriller contemporaneo

SERIE: Autoconclusivo

PAGINE: 381 pagine

DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 giugno 2024 

PREZZO: 5,99 formato ebook, 9,40 copertina flessibile

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Recensione di Niji di L’infermiera

La trama di questo romanzo mi aveva incuriosita molto e devo dire che, una volta iniziato, la lettura è scivolata via molto in fretta, nonostante sia una storia abbastanza corposa. 

Sarah Shaw lavora come caposala nell’ospedale di Bath. È un’ottima infermiera e ha un apparente buon rapporto con le persone che gestisce. È ancora molto giovane ed è sposata da poche settimane. Durante un turno di notte, non riuscendo a mettersi in contatto col marito, Sarah avverte la polizia e, poco dopo, viene avvisata dal sergente Charlie Bowden che suo marito, William, è stato trovato morto in casa, con un colpo di arma da fuoco. La scientifica impiega poco a escludere che si sia trattato di suicidio e le indagini vengono affidate al Detective Nick Anderson, rientrato in città dopo aver trascorso un anno a Londra per motivi personali. 

Fin da subito, appare chiaro che niente è come sembra e gli attori in scena hanno più di un segreto da nascondere. I segreti, però, specie di un’indagine della polizia per omicidio – al quale in breve tempo se ne aggiunge un altro – sono impossibili da nascondere e il passato di Sarah torna a tormentarla. E questo anche a causa della presenza del Detective Anderson. 

Questo è un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Il ritmo narrativo è fluido e a tratti incalzante e tutti i dettagli dell’investigazione vengono forniti al lettore capitolo dopo capitolo. 

Sarah appare quasi priva di emozioni, una donna alla quale è piombata addosso una gigantesca disgrazia, ma che dichiara fin da subito di non avere una grande conoscenza dell’uomo che aveva sposato. Per tutta la durata della storia, è impossibile non accorgersi che quel matrimonio non era frutto di un amore sincero da parte di nessuno dei due e lei sembra quasi distaccata da ciò che le è accaduto. Ammetto di essermi chiesta diverse volte perché restasse a vivere con una collega nonostante le red flags che continuavano a sventolare davanti alla sua faccia. 

Sono tanti i misteri che avvolgono i protagonisti, nemmeno il sergente Bowden e il Detective Anderson sono privi di segreti da nascondere. 

Nick, soprattutto, continua a muoversi nella speranza di risolvere presto il caso, anche a costo di arrestare la persona sbagliata e questo perché ha la necessità di proteggere Sarah da qualcosa che si scopre solo sul finale. 

Fra tutti i protagonisti, il migliore è senz’altro Charlie Bowden, praticamente un padre per Nick. Capisce che l’uomo sta nascondendo qualcosa, ma non riesce a non fidarsi di lui e continua a investigare seguendo il proprio intuito e andando sempre nella direzione giusta. 

La maggior parte dei personaggi secondari sono interessanti e ben caratterizzati, sebbene molti danno la sensazione di essere stati messi lì solo per fare da cornice a una storia molto ingarbugliata. Alcune sottotrame sono state presenti per tutta la storia ma non sono state risolte. 

Ci sono stati momenti in cui ho avuto la sensazione che si fosse messa troppa carne al fuoco e che le situazioni si siano poi districate esclusivamente grazie a colpi di fortuna, come il provvidenziale e improbabile incontro fra Charlie e la dottoressa Hoffmann. 

Credo di poter dire che il leitmotiv dell’intera vicenda sia il non detto.  Sarah non racconta una verità di cui non era responsabile e per la quale avrebbe ricevuto solo supporto e aiuto. Nick non si confronta con Charlie su una questione delicata dimostrando di non saper gestire le emozioni, nonostante sia un Detective esperto e stimato. Charlie aspetta fino all’ultimo per confidare qualcosa a Nick che, alla resa dei conti, non avrebbe cambiato niente del suo passato. 

Un sicuro pregio, comunque, è che i dettagli del mistero dietro ai pensieri di Sarah, Nick e Charlie trovano una loro precisa collocazione e permettono a chi legge di collegare tutti i punti. Tuttavia, nonostante alla fine il colpevole venga arrestato, le domande che restano sono tante, ma riguardano per lo più le vite private dei protagonisti.

Sicuramente, però, è una storia interessante che ti tiene incollata alle pagine e che, fino all’ultimo, ti spinge a chiederti se Sarah sia più vittima o più carnefice. Un romanzo che fa riflettere su quanto la mente umana possa essere fragile e su come eventi tragici del passato di una sola persona possano cambiare i destini di tante altre. 

3,5 stelle

La copia Arc è stata gentilmente offerta dalla Casa Editrice

Trama L’infermiera

Angela Marsons 
In ospedale le vite iniziano e finiscono ogni giorno. Medici e infermieri lavorano senza sosta per salvare i pazienti, ma la morte fa parte della loro routine. Quando però la polizia si presenta nei corridoi ben illuminati del reparto, chiedendo della bella e giovane infermiera Shaw, il personale e i degenti iniziano a parlare. Si dice che il marito di Sarah Shaw sia stato assassinato. Erano sposati solo da pochi mesi. E i detective vogliono sapere se quella notte Sarah si trovava in servizio.

Mentre poco a poco viene alla luce il complicato passato di Sarah, e a uno a uno si smascherano i segreti gelosamente celati da suo marito, si fa largo il sospetto che l’infermiera abbia qualcosa di grave da nascondere. Così, mentre gli amici la proteggono e la polizia indaga sul suo conto, i detective non possono fare a meno di chiedersi se quella donna così pacata e premurosa sia in realtà una vittima o una carnefice.
Moglie amorevole. Infermiera premurosa. Sarah si è costruita l’esistenza perfetta,
ma i segreti non possono restare sepolti per sempre… 

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