Recensione ‘La felicità nei giorni di pioggia’

di Imogen Clark – Edito Libreria Pienogiorno

TITOLO: La felicità nei giorni di pioggia

AUTORE: Imogen Clark

CASA EDITRICE: Libreria Pienogiorno

GENERE: narrativa contemporanea

SERIE: Autoconclusivo

PAGINE: 416 pagine

DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 marzo 2025

PREZZO: 9,99 formato ebook, 17,95 cartace

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Recensione di Niji di La felicità nei giorni di pioggia

È sempre un piacere per me leggere i romanzi editi da Libreria Pienogiorno. Questo si presentava con una trama interessante e intensa e non potevo perdermelo. 

Romany è una giovane ragazza di diciotto anni che perde la madre, Angie, unica figura genitoriale della sua vita. In una lettera di saluto, consegnata a un avvocato, Angie incarica i suoi più cari amici di diventare i tutori della figlia, almeno finché la giovane non inizi l’Università. 

Angie vuole che sua figlia prenda il meglio da loro. Da Maggie, amica pragmatica che ha dedicato la sua vita al lavoro. Da Leon, uomo riservato e timido con un enorme talento musicale che ha infilato in un cassetto. E da Tiger, un uomo che non è mai davvero cresciuto e che ha trascorso quasi tutta l’esistenza in giro per il mondo. L’unica che sembra stonare, in un quadro composto da persone che si conoscono da oltre trent’anni, è Hope, amica molto recente che non ha niente a che vedere, almeno in apparenza, con il resto della compagnia, ma che la donna vuole come quarta presenza nella vita di sua figlia. 

Tutti sono colpiti dai desideri di Angie, forse in apparenza la più disorganizzata ed estemporanea fra loro, ma che in realtà era quella che vedeva più lontano e che li conosceva meglio. 

Come spesso accade in romanzi di questo tipo, l’altalena di emozioni vissute diventa parte integrante della lettura. 

Sebbene la protagonista sembri essere Romany, in realtà ogni personaggio lo è, a modo suo. Ciascuno di essi attraversa crisi, sfide e paure e finisce con l’avere molto da raccontare. 

Questa è una storia dalle diverse interpretazioni e può dare molti insegnamenti. Tuttavia, credo che quello più potente sia il valore dei legami personali che, anche se non di sangue, sono in grado di darti equilibrio e amore e possono senza dubbio aiutarti a superare molte difficoltà. 

Ho apprezzato il concetto di una tribù che offre una rete di supporto e protezione e, nonostante alcune situazioni forse un po’ eccessive, il coinvolgimento emotivo è stato senz’altro intenso. Ho trovato, poi, molto delicato il modo in cui è stato affrontato il lutto, senza cadere mai in momenti troppo lacrimevoli. 

I personaggi sono descritti con cura e sono così diversi fra loro che è impossibile annoiarsi mentre si attraversano in punta di piedi le loro vite. 

Imogen Clark ci racconta un percorso durato oltre tre decenni, che vede protagonista un gruppetto di persone molto variegate per carattere, background e modo di vedere la vita. Eppure, forse proprio grazie a questa loro eterogeneità, riescono a fondersi perfettamente, risultando una famiglia, nonostante tutto. 

Ho vissuto momenti di profonda commozione, perché credo che tutti noi abbiamo qualche rimpianto, qualche sogno che non si è avverato e qualche rimorso per scelte che, se potessimo, cambieremmo. E ritengo che la forza di questo romanzo sia la facilità con cui si riesce a entrare nelle emozioni dei personaggi, anche grazie a uno stile semplice ma incisivo. 

Fra tutti gli attori di questa vicenda, è probabilmente proprio Angie quella che mi ha coinvolto di più. La sua non era una vita perfetta, non si avvicinava neanche lontanamente alla routine serena che spesso la gente ricerca. Eppure, è riuscita a vivere “spremendo gocce di splendore dai giorni di pioggia” lasciando grandi valori e insegnamenti non solo in sua figlia e nei suoi più cari amici, ma anche in chi legge. 

A differenza di tutte le altre storie che ho letto, pubblicate da questa casa editrice, ho riscontrato alcune imprecisioni nel testo e mi sono chiesta come facesse una persona, nel 1986, a chiamare San Pietroburgo una città che si è chiamata Leningrado fino al 1991. Ciò nonostante, ritengo che questa sia una storia di grande valore e che possa essere considerata senza problemi una lettura di formazione. 

Consiglio questo romanzo a chiunque abbia voglia di immergersi in una storia intima senza mai risultare pesante e desideri affrontare ed esorcizzare quei momenti della vita che, purtroppo, attraversa ciascuno di noi.

E comprendere che la felicità si può trovare anche in momenti in apparenza semplici e trascurabili. 

4 stelle

La copia Arc è stata gentilmente offerta dalla Casa Editrice

4 stelle

Trama La felicità nei giorni di pioggia

Tutti riescono a brillare quando il sole splende. Il segreto, figlia mia, è riuscire a spremere gocce di splendore dai giorni di pioggia.

Romany ha da poco compiuto diciott’anni ed è sul punto di muovere i primi passi nell’età adulta quando si ritrova improvvisamente sola senza sua madre, Angie, l’unico genitore che abbia mai conosciuto, portata via da un male repentino. Nella sua lettera di commiato, consegnata a un avvocato, Angie ha incaricato i suoi più cari amici di prendersi cura della figlia durante il suo ultimo anno di scuola superiore. Ognuno dei quattro tutori possiede una visione della vita che la donna vuole lasciare a Romany come eredità: c’è Tiger, l’eterno giramondo; Leon, timido e pratico, con il suo genio musicale inesplorato; e Maggie, brillante e sicura di sé, che si identifica a tutto tondo con la sua professione. Tutti loro si conoscono fin dai tempi dell’università.

Ma la quarta tutrice, Hope, è invece un mistero di cui non avevano mai sentito parlare prima… È l’inizio di un viaggio in cui ciascuno dovrà fare i conti con il dolore della perdita, con l’incredulità, con fantasmi del passato da affrontare e misteri da dipanare. E mentre ognuno sfida le proprie paure, a volte vincendole, a volte scendendoci a patti, Angie, quella che vedeva più lontano di tutti, insegna loro che ci vuole una tribù per crescere, se stessi e pure una bambina.

Un romanzo di straordinaria intensità emotiva, una toccante lezione di vita, che testimonia che il segreto della felicità non è un’esistenza perfetta, ma riuscire a spremere gocce di splendore anche dai giorni di pioggia.

3,6 / 5
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