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Recensione ‘Le stelle brillano più forte’

di Rami Abou Jamous – Edito Libreria Pienogiorno

TITOLO: Le stelle brillano più forte

AUTORE: Rami Abou Jamous

CASA EDITRICE: Libreria Pienogiorno

GENERE: narrativa 

SERIE: Autoconclusivo

PAGINE: 192 

DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 novembre 2025 

PREZZO: 9,99 formato ebook – 17,00 formato cartaceo

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Recensione di Niji di Le stelle brillano più forte

Approcciarsi a questo tipo di letture non è mai semplice. Tuttavia, ritengo che alcune opere siano importanti e che uscire dalla nostra zona di comfort ci aiuti a raggiungere maggior consapevolezza. 

È col cuore sgombro e la mente aperta che ho scelto di leggere questo romanzo. Sapevo che sarebbe stato doloroso, ma speravo anche che mi avrebbe lasciato tanto. Ed è stato così. 

La storia è raccontata da Rami, un uomo colto, un giornalista indipendente che vive a Gaza con la sua famiglia. Suo figlio, Walid, è ancora un bimbo di due anni quando nell’ottobre del 2023 scoppia l’offensiva israeliana sul popolo palestinese. Interi quartieri vengono rasi al suolo, la guerra assume forme di tecnologia potenti ed evitare i massacri diventa molto complicato. La famiglia di Rami è costretta a fughe, sfollamenti e vive sotto i bombardamenti con la paura di non sopravvivere un giorno in più. Due cose però per Rami sono importantissime: restare nei Territori Palestinesi e continuare a far sorridere suo figlio, troppo piccolo per comprendere ancora bene cosa sta accadendo, ma abbastanza grande per rischiare di restarne traumatizzato per sempre. 

L’intera vicenda è un grandissimo atto d’amore di un padre nei confronti di suo figlio. Un racconto fin troppo lucido e doloroso degli orrori della guerra, qualcosa che non può passare inosservata dal momento che non è ancora storia. Troppo recente e troppo amara per essere messa in un cassetto che non apriamo mai. E in molti vorrebbero non doverlo aprire quel cassetto, invece l’autore ci costringe a guardarci dentro per farci capire cosa significhi davvero vivere sotto le bombe. 

Fra le pagine di questa sorta di memoir, mi ha colpito moltissimo la costanza della guerra in quei luoghi. Gaza vive nell’insicurezza da sempre e le guerre, alcune brevi altre più lunghe, sono l’unica certezza che la popolazione abbia. E ti fa riflettere, molto, l’idea che non esista sicurezza di alcun tipo in quella che dovresti chiamare “casa”. 

L’autore ci racconta la perdita in ogni sua sfumatura: di case, strade, scuole, servizi. E non ci risparmia nemmeno il racconto della devastazione psicologica dovuta alla fame, alla precarietà e alla perdita della dignità umana. Rami pensa che preferisce morire con dignità, insieme alla sua famiglia, piuttosto che fuggire e rischiare di morire ugualmente. 

Il dolore più grande lo si prova perché è inevitabile rendersi conto che “Le stelle brillano più forte” non è un romanzo di fantasia. È il racconto crudo e diretto di chi la guerra la sta vivendo sulla propria pelle, di chi ogni giorno perde un parente, un amico, un conoscente, un vicino.

Tutto diventa ancora più reale attraverso lo stile narrativo che è diretto, essenziale, che non si perde in alcuna retorica. Non serve, non è necessario, perché non è la storia romanzata di un reduce, in grado di fermarsi a riflettere su parole e ricordi, ma la realtà di migliaia di persone alle quali serve una voce che esca dalla Striscia di Gaza e arrivi potente alle orecchie di ogni individuo sulla terra. Perché anche quando tutto intorno a te diventa distruzione, le uniche cose che desideri davvero sono la sopravvivenza tua e della tua famiglia e la memoria di quanto sta accadendo. 

Questo non è un romanzo politico. La scelta narrativa si concentra sulla vita personale e su quello che egli stesso vede, sulla propria percezione della guerra e accenna vagamente alle speranze che il popolo palestinese ha avuto nel corso della sua recente storia. Alcuni potrebbero considerare un limite questa scelta, ma per me non è così. La volontà di documentare quanto più possibile il lato umano e civile di questa terribile vicenda, aiuta anche i meno preparati a cogliere l’essenza del romanzo. 

Non esiste un vero e proprio arco temporale narrativo, in questa storia (anche se è impossibile non capire in che momento della vicenda ci troviamo). E trovo che anche questo sia un punto di forza: è una storia scritta mentre tutto sta crollando, fra fughe e macerie ed è esattamente questa la sensazione che si ha, leggendola.

Credo che nessun romanzo sia davvero perfetto e nemmeno questo lo è. Tuttavia, è una di quelle storie necessarie, di quelle che ci scuotono con parole semplici e senza fronzoli e che ci aiutano, se non altro, a tentare di empatizzare con una realtà che dista da noi davvero molto, molto poco. 

Assolutamente da leggere. 

Ringrazio la casa editrice che mi ha omaggiato della copia cartacea. 

5 stelle 

La copia Arc è stata gentilmente offerta dalla Casa Editrice

Trama Le stelle brillano più forte

«Come La vita è bella per i cuori di Gaza» ELLE

Nel mondo immaginario che ho costruito per lui, a Gaza, Walid e io giochiamo alla scuola. Mio figlio ha solo tre anni ed è dall’inizio della guerra che recito per proteggerlo. Voglio che creda che la nostra tenda da sfollati sia una villa, che i pochi vasi siano un giardino, che le bombe che piovono intorno a noi siano fuochi d’artificio. Ogni sorriso che riesco a strappargli vale tutte le bugie che gli dico.

Walid si è appena affacciato alla vita quando la sua esistenza viene stravolta. Mese dopo mese, la normalità sparisce: niente scuola, niente giochi, niente dolci, e poi sempre meno tutto, casa, cibo, calore, elettricità, vita. Ma c’è una cosa che suo padre Rami decide che va salvata a ogni costo: il suo sorriso.

Così, mentre la distruzione avanza e la famiglia è costretta a uno, due, tre, quattro trasferimenti forzati per cercare di sfuggire ai bombardamenti, passando da un appartamento a una tenda, con la complicità della moglie Rami crea intorno a Walid una bolla in cui ansia, tristezza e morte non possono entrare. Ogni esplosione è applaudita come un fuoco d’artificio, i droni sono uccelli che vengono a dargli il buongiorno e la tenda diventa la sua classe. Rami sa che, qualunque cosa succeda, non deve permettere che la gioia negli occhi del suo bambino si spenga.

Accolta da straordinarie recensioni come una versione reale e poetica de La vita è bella per il dramma di Gaza, l’indimenticabile dichiarazione d’amore di un padre per suo figlio e, insieme, il più efficace e realistico resoconto di un giornalista coraggioso sulla tragedia palestinese. Un romanzo-verità unico e prezioso, un canto di speranza mai vinta che emoziona, informa, commuove.

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