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Recensione ‘Sono un assassino’

di Terry Deary – Edito Newton Compton Editore

TITOLO: Sono un assassino

AUTORE: Terry Deary

CASA EDITRICE: Newton Compton

GENERE: Giallo conclusivo

SERIE: nessuna

PAGINE: 383

DATA PUBBLICAZIONE: 18 agosto 2026

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Recensione di Manu di Sono un assassino

Questo romanzo di Newton Compton è stato diverso da come pensavo, ma ciò non significa che sia stata una brutta lettura, tutt’altro.

La storia si sviluppa attraverso tre punti di vista: due sono di personaggi che si incontrano su un treno nel 1973, mentre la terza voce appartiene a chi li conosce per motivi di lavoro.

Il primo narratore è colui che dà il via a tutto, Mr. Brown. In una notte del 1973, mentre sta rientrando in treno, si ritrova con tre sconosciuti che, per passare il tempo, si raccontano cosa fanno nella vita.

Quando tocca a lui, confessa candidamente di essere un assassino su commissione. I tre rimangono stupiti, ma dopo che l’uomo entra nei dettagli si convincono che stia dicendo la verità.

Il secondo narratore è Tony, un attore squattrinato che si invaghisce di Claire, l’altra passeggera: una biondina astuta che lavora nel campo della tecnologia e sogna di inventare il personal computer, la classica bella che si tende a sottovalutare.

La terza voce è quella di Aline, la poliziotta che a fine turno raccoglie la testimonianza di Tony e Claire su Mr. Brown.
La donna li rassicura dicendo che raccoglierà informazioni e fa sul serio, tanto da finire per attirare l’attenzione dello stesso Mr. Brown.

Il cavallo si chiamava Orgoglio di Stewart, e lui lo teneva in una stalla sul retro dell’officina. Il segreto non troppo segreto di Geordie. I suoi affari alla Rachman lo avevano reso ricco, ma a che serve la ricchezza, se non puoi ostentarla? Aveva comprato un cavallo da corsa, però era troppo tirchio per pagare un allenatore; pagava ragazzi e ragazze del posto per farlo trottare ogni mattina in una “sgambata” lungo la linea ferroviaria. «Stavo discutendo», disse, barcollando. Aveva una bella sbronza. «Tommy l’Unto dice di lavorare per un allibratore, raccoglie scommesse. E io ho detto di avere un cavallo da corsa, poi lui ha detto che non era vero e io ho detto di sì, e lui ha detto di no e che dovevo dimostrarlo.

Come dicevo sopra, questo è un giallo più che un thriller; senza farvi spoiler sgraditi, provo a spiegarvi cosa mi ha trasmesso.

Il triplo punto di vista è sicuramente un elemento di forza, perché permette al lettore di conoscere nel dettaglio l’intera storia nel passato. Proprio questo tipo di struttura dimostra come l’autore abbia studiato molto bene la dinamica narrativa: riuscire a incastrare tre voci diverse senza mai perdere il filo non è da tutti.

Un altro pregio sta nel fatto che i tre protagonisti sono tutti sarcastici e condividono quell’umorismo un po’ nero che l’autore usa per alleggerire il ritmo, ricordando comunque che parliamo di un giallo e che c’è di mezzo un omicidio.

Ulteriore punto a favore è l’ambientazione divisa su due piani temporali: buona parte della storia si svolge nel passato, ma ci sono anche diversi passaggi nel presente e forse sono proprio quei capitoli a spiazzare di più il lettore.

Un’ultima cosa che mi ha lasciata piacevolmente colpita è che nessuno dei personaggi è un’anima candida: ciascuno, per un motivo o per l’altro, finisce per mostrare un lato più ambiguo.

A livello di gusto personale, ciò che ho gradito meno è che, proprio sul più bello, quando un capitolo stava per svelare qualche nuovo dettaglio succoso, la voce narrante cambiava.

Se come me amate ogni tanto una lettura diversa dal solito, un giallo un po’ fuori dagli schemi, provatelo: potrebbe riservarvi delle belle sorprese.

Ringrazio come al solito la CE e spero che arrivino presto altri romanzi di questo talentuoso autore.
Quattro stelle e mezzo.

La copia Arc è stata gentilmente offerta dalla Casa Editrice

4,5 stelle

Trama

Quattro sconosciuti. Un treno notturno. Una rivelazione scioccante: «in realtà, sono un assassino».
«Sinistro e divertente. Un vero spasso.»
The Sun
«Intelligente e scritto con grande maestria.»
The Guardian
«Brillante e venato di un’ironia nerissima… l’ho divorato fino all’ultima pagina.»
Janice Hallett
«Un giallo irresistibile, arguto e avvincente. Perfetto per i fan di Knives Out
Press Association
Un viaggio, una confessione inaspettata, una scia di morte.


È il 1973 e le vite di tre persone vengono stravolte quando, sul treno notturno per Newcastle, condividono lo scompartimento con un uomo qualunque, occhiali e aria insignificante. Quello che sembra un incontro casuale, destinato a dissolversi all’arrivo in stazione, si trasforma invece nell’innesco di una spirale di eventi imprevedibili. Entro la fine del giorno successivo, infatti, uno di loro sarà morto, un secondo inizierà a ricattarne un altro e un terzo sarà costretto a commettere un crimine. E tutti saranno sotto l’occhio attento di Aline, una poliziotta locale.

Quando i cadaveri iniziano a moltiplicarsi, la domanda diventa inevitabile: quanti assassini ci sono davvero in giro… e chi sarà la prossima vittima? In un clima in cui fidarsi di qualcuno è un azzardo e non fidarsi è ancora peggio, l’unica cosa certa è che il viaggio non finirà affatto come previsto.

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