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Recensione ‘Il Purgatorio degli Innocenti’

di Karine Giebel – Edito Salani

TITOLO: Il Purgatorio degli Innocenti

AUTORE: Karine Giebel

CASA EDITRICE: Salani

GENERE: thriller

SERIE: no

PAGINE: 546

DATA USCITA: 23 giugno 2026

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recensione a cura di silvia m.

Recensione di il Purgatorio degli innocenti

È per libri come questo che amo leggere. Per i libri che ti colpiscono così forte, che ti feriscono così profondamente da farti venire voglia di urlarlo al mondo, di parlarne con chiunque ti capiti davanti. Per quei libri che, una volta arrivato alla fine, non riesci nemmeno a capire se li ami o li odi. Perché il dolore che ti hanno lasciato è troppo intenso. 

Il purgatorio degli innocenti, come prevede il titolo, è una discesa verso gli inferi. Ma se per l’autrice il viaggio si ferma al purgatorio, per me arriva molto più in profondità, fino all’inferno.

Parliamo della cosa che ho apprezzato di più, la scrittura. Una scrittura capace di farti entrare completamente nei personaggi, ti ritrovi dentro di loro, a subire le loro torture, a percepire sulla pelle la sofferenza fisica e psicologica. Riesci a sentire la paura, la disperazione, l’impotenza. E, cosa ancora più inquietante, riesci quasi a entrare nella mente di chi quelle torture le infligge( e ne infligge tante, attenzione), a percepire il suo sadismo e la sua capacità di manipolare. 

Sei la vittima, sei il carnefice, sei colui che subisce, ma sei anche colui che fa subire. 

È questa capacità di trascinarti dentro ogni prospettiva a rendere la lettura così dolorosa.

Credo che questo sia uno dei personaggi più sadici e manipolatori che abbia mai incontrato in un libro. Livelli di sadismo così estremi, sinceramente, non li avevo mai trovati. 

Se pensate che qui possa esserci speranza, lasciate perdere. Non è così.

A ogni pagina, proprio quando pensi che finalmente le cose possano andare meglio, che possa esserci uno spiraglio, una possibilità di salvezza, arriva invece una discesa ancora più profonda. Più dolorosa. Più rabbiosa. Una discesa che ti stringe le viscere e ti trascina sempre più giù, in un luogo dal quale sembra impossibile risalire.

È un viaggio che spezza e che, alla fine, riduce in lacrime.

Io non piango spesso. Anzi, credo di aver pianto per tre/quattro libri in tutta la mia vita. Ma alla fine di questo non ho potuto fare a meno di versare lacrime di rabbia, frustrazione e dolore.

Lo consiglio soltanto a chi cerca la sofferenza o sa sostenerla. A chi non si spaventa davanti a torture e violenze. A chi vuole arrivare all’ultima pagina senza più fiato.

Per tutto questo non riesco a dargli un giudizio.
Mi ha fatto troppo male.

Trama il Purgatorio degli innocenti

Tre uomini, una donna e un bottino da trenta milioni di euro nel bagagliaio dell’auto. Il colpo alla gioielleria di place Vendôme doveva essere pulito, impeccabile. Ma qualcosa è andato storto: una sparatoria, una passante uccisa, un poliziotto a terra. E ora, niente è più sotto controllo. Braccati dalla polizia, Raphaël e la sua banda fuggono a tutta velocità verso sud, rinunciando al nascondiglio sicuro preparato da mesi.

Con loro c’è Will, il fratello minore di Raphaël, gravemente ferito da un proiettile: senza un intervento rapido, morirà dissanguato. La salvezza sembra arrivare sotto forma di Sandra Thuillier, una veterinaria che vive isolata in una fattoria nel cuore della campagna francese. Costretta a operare il ragazzo sul suo tavolo da pranzo, Sandra diventa prigioniera dei rapinatori – e allo stesso tempo la loro unica speranza. Ma mentre la polizia stringe il cerchio e il passato riaffiora, dentro la casa la tensione si fa incandescente.

La fiducia tra i sequestratori si incrina, i loro segreti si trasformano in armi. E quando l’equilibrio già fragile si spezza, il rifugio diventa una gabbia, e la gabbia un inferno. I ruoli si ribaltano, le alleanze si infrangono, vittime e carnefici finiscono per confondersi. Nessuno è davvero innocente. Nessuno è al sicuro. E quando la violenza esplode, non lascia scampo. Con lo stile teso e implacabile che l’ha resa la numero uno del thriller in Francia, Karine Giebel costruisce una storia oscura e molto potente, dove il confine tra bene e male si dissolve, e la salvezza ha un prezzo altissimo.

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