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Recensione ‘L’hotel dei serial killer’

di Kie Hojo – Edito Newton Compton Editori

TITOLO: L’hotel dei serial killer

AUTORE: Kie Hojo

CASA EDITRICE: Newton Compton Editori

GENERE: giallo, conclusivo

SERIE: nessuna

PAG: 246

DATA PUBBLICAZIONE: 01 settembre 2026

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Recensione di Manu di L’hotel dei serial killer

Questo romanzo era molto pubblicizzato, così trascinata da una trama accattivante l’ho richiesto per il blog, non il capolavoro che si dice ma molto carino.

Personaggio principale è Kiryū, la detective assoldata dal proprietario dell’Amulet Hotel. La struttura si divide principalmente in due parti, la parte aperta a tutti, un bell’hotel curato e una zona nascosta da cui solo l’elitè della criminalità può accedere.

Il servizio è eccelso, privacy completa o quasi, si può ordinare quasi di tutto, ma ci sono due regole, non si reca danno ai locali e non si può uccidere nessuno.

Kiryū ha una mente molto aperta e pensa anche fuori dagli schemi, così si ritrova ad indagare sul classico caso dell’omicidio in una stanza chiusa… e non è che l’inizio.

Negli ultimi cinque anni la giuria del Crime of the Year era composta da Michika, Katsura e Akashi. In tutto quel tempo, quest’ultimo non aveva mai disertato la cerimonia. Finché un membro era in vita non era ammesso nessun rappresentante in sua vece. Lanciai un’occhiata all’orologio nella stanza. «Ormai sarà già arrivato». «I miei uomini mi hanno riferito che è entrato nel backstage. Sarei capace di strangolarlo con le mie mani…». Guardai Katsura contrarre le dita con odio e sete di vendetta. Sospirai.

Come dicevo prima, una bella lettura che mi ha intrattenuto ma che non mi ha fatto urlare al capolavoro, vi spiego perché.

Intanto se leggi la trama, pensi che la protagonista dovrà risolvere l’omicidio di un ospite, vero ma in parte, in realtà questo romanzo è fatto ad episodi, non ci sarà solo un caso. 

Un’altra cosa che non mi ha entusiasmato è che i casi, sono tutti un po’ tanto macchinosi per capire appieno cosa è successo e chi è stato, apprezzo che non sia banale ma in questo caso forse abbiamo esagerato nell’altro senso.

Mi è piaciuto molto conoscere la protagonista principale, anche se non è l’unica voce narrante è comunque presente in tutte le storie. 

E’ acuta, intelligente, non si fa incantare da nessuno e non si arrende mai, ho anche apprezzato che ci abbiano fatto conoscere come ha iniziato a lavorare per l’hotel, forse il racconto migliore.

Ambientazione curata, descrizioni anche fin troppo complete, quando inizia a spiegare per filo e per segno di come è stato attuato l’omicidio ammetto che un po’ interrompe il ritmo.

Lo consiglio a chi non cerca una lettura leggera e senza impegno, pur essendo piuttosto breve dovete essere allenati a seguire le trame arzigogolate del caso.

Se amate il giallo può sicuramente essere meritevole di qualche ora del vostro tempo, forse avevo aspettative esagerate, chissà.

Ringrazio la CE per la copia arc, fatemi sapere se lo leggerete e cosa ne pensate.

Quattro stelle.


La copia Arc è stata gentilmente offerta dalla Casa Editrice

4 stelle

Trama L’hotel dei serial killer

Due regole inviolabili. Nessuna via di fuga.
Secondo una leggenda, solo i criminali d’élite riescono a ottenere l’iscrizione all’Amulet Hotel. Protetto da un sistema capace di far sembrare che nulla sia mai accaduto, questo luogo è un rifugio illegale avvolto nel mistero, fondato sulla tutela assoluta della privacy e della sicurezza dei suoi ospiti. Ci sono solo due ferree regole da seguire: non arrecare danni alla struttura e non ferire né uccidere nessuno al suo interno.

Quando, però, in una stanza chiusa a chiave viene rinvenuto un cadavere, l’equilibrio perfetto dell’hotel si spezza. A entrare in azione è Kiryū, una ex sicaria ora impiegata come detective, che, senza l’aiuto della polizia, dovrà smascherare il colpevole. Tra crimini perfetti, menzogne e giochi di potere, ha inizio un’indagine serrata senza esclusione di colpi.

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